ALn 990

Tra il 1950 ed il 1953 entrarono in servizio 20 ALn 990 costruite dalla Fiat (1001 - 1020) e 40 analoghe costruite dalla OM (3001 - 3040), cui si aggiunsero dal 1964 al 1966 altre 5 unità sempre della serie 1000 derivate dalla trasformazione di 5 rimorchi Ln 990 costruiti dalla FIAT e numerate 1021 - 1025.
Per la prima volta vennero adottati motori piatti, posti sotto il pavimento della cassa, che consentirono il collegamento di più automotrici tra loro tramite l'intercomunicazione. Il frontale della cabina era così diviso in due parti smontabili per permettere l'apertura del varco attraverso cui si realizzava la comunicazione per mezzo del mantice posto nel corridoio d'intercomunicazione.
Con rodiggio B'2 ed un motore da 355 kW potevano offrire posti a sedere per 90 persone ad una velocità massima di 127 km/h la serie 1000 e 132 km/h la serie 3000. Anche nell'autonomia approssimativa le due serie erano molto differenti con netto vantaggio della serie 1000 che poteva raggiungere i 1500 km con un pieno rispetto agli 830 km della serie 3000. Per entrambe la lunghezza era di 28.000 mm e la larghezza massima di 3.150 mm con massa a vuoto di 47.600 kg per la serie 1000 e di 48.000 kg per la serie 3000.
Tutte le unità sono accantonate in attesa di demolizione o sono state già demolite per la notevole presenza di amianto nella scocca. L'unica unità superstite e funzionante è la 3018 decoibentata e restaurata per l'effettuazione di treni speciali.

A cura di Lorenzo Pallotta


UNITÀ DEMOLITE O IN ATTESA DI DEMOLIZIONE :

ALn 990.3014 a Castelnuovo Berardenga il 4 maggio 1998 Foto Lorenzo Pallotta

ALn 990.3001 - 3013 a Castelnuovo Berardenga il 7 giugno 1998 Foto Lorenzo Pallotta

ALn 990.3027 ad Asciano il 7 giugno 1998 Foto Lorenzo Pallotta


UNITÀ ACCANTONATE, AUSPICABILE IL LORO RECUPERO FUNZIONALE :

ALn 990.1005 accantonata ad Alcamo Diramazione destinata al Museo Ferroviario Piemontese

ALn 990.3023 accantonata ad Asciano

A cura di Giancarlo Modesti


UNITÀ FUNZIONANTE :

ALn 990.3018 assegnata al DL di Siena

A cura di Lorenzo Pallotta